Pietro Bonilli: Protettore e benefattore

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Trevi, antico municipio romano, conserva ancora le caratteristiche tipiche delle cittadine medievali. Sorge sulla Valle Umbra, a 47 km da Perugia, capoluogo regionale, alla destra del Clitumno, a 412 metri di altezza, nell’archidiocesi di Spoleto.
Qui il giovane Pietro trascorrerà gli anni più belli della sua giovinezza, aperta ai grandi ideali. Non esiste alcuna documentazione di come abbia trascorso i primi anni. Sicuramente si sarà offerto come garzone tutto fare presso qualche bottega artigiana, o come servitorello in una delle numerose famiglie bisognose delle braccia robuste di questo ragazzo, aduso fin da piccolo ai faticosi lavori dei campi.
L’incontro con don Ludovico Pieri, amico e benefattore, più tardi direttore spirituale del nostro giovane, segnerà un momento determinante nella sua vita. Questo esimio sacerdote eserciterà sempre una grande influenza sul suo protetto, incoraggiandolo in ogni iniziativa.
Pieri era nato il 22 febbraio 1829, in una poverissima famiglia; desideroso di abbracciare lo stato ecclesiastico, aveva incontrato non poche difficoltà per raggiungere la meta a cui si sentiva chiamato.
L’amicizia tra i due, che doveva prolungarsi fino alla morte del Fieri, avvenuta il 22 gennaio 1881, all’età di soli 52 anni, era cominciata qualche anno dopo il trasferimento del ragazzo a Trevi, mentre ancora cercava una sistemazione per pagarsi gli studi.
Sull’esempio di quanto andava facendo don Bosco a Torino, il Fieri aveva cominciato a raccogliere attorno a sé ragazzi poveri, per allontanarli dai pericoli della strada, aiutando particolarmente quelli che mostravano inclinazione allo studio.
Il Bonilli fu subito attratto dalle singolari doti del giovane sacerdote, che prese a guidarlo e aiutarlo nel lungo cammino che voleva percorrere. Egli intuì le qualità del giovane discepolo, sostenuto da una ferrea volontà di riuscire, per cui decise di indirizzarlo a quella vita che anche lui aveva scelto. Un giorno affrontò decisamente l’argomento.
– Hai mai pensato di farti sacerdote? Sei ancora giovane, ma per poter scegliere con assoluta libertà, tra le molte possibilità che la vita ti offre, vorrei proporti anche questa.
– Sì, ci ho pensato e mi piacerebbe diventare sacerdote come lei, per dedicarmi alla povera gente, magari come suo aiutante. Ma non troverò mai i mezzi per studiare e pagarmi la retta in seminario.
– Se è per questo, non preoccuparti, con la buona volontà si possono superare tutte le difficoltà. Vedi, ce l’ho fatta anch’io! Ti assicuro, avrai tutto il mio aiuto!
Nella scelta della vocazione, il consiglio e la testimonianza del Fieri gli diedero piena sicurezza. Lo attesta lui stesso: “Le maniere di questo uomo di Dio mi attrassero. Mi accolse, mi prodigò cure, mi fu vicino con i più squisiti tratti di benevolenza. Si interessò al mio avvenire e quando io, udendo la voce dall’alto che mi chiamava al sacerdozio, decisi di abbandonare il mondo, egli benedì i miei abiti sacerdotali e me li fece indossare. Mi accompagnò, sempre con saggi ammaestramenti, nella preparazione al sacerdozio e poi ancora quando fui inviato come pastore in cura di anime!”.
Per interessamento del Pieri, venne accolto prima nella scuola del collegio Lucarini, poi nel seminario di Spoleto, dove completò la sua formazione, culminata con l’ordinazione sacerdotale ricevuta il 19 dicembre 1863 dal vescovo di Temi, mons. Giuseppe Severi. Aveva solo 22 anni e nove mesi.

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