5 gennaio, 83 anniversario morte del b. Pietro Bonilli

Testamento Spirituale

Nel nome della SS. Trinità, Padre, Figliuolo e Spirito Santo e nel nome della S. Famiglia Gesù, Maria, Giuseppe.

Le condizioni deplorevoli de mia salute m’impongono di prendere quelle risoluzioni che prima avevo in mente e che ora traduco in scritto.

Alla tarda età di 91 anni si è aggiunta una quasi mancanza di vista, per il che non valgo più né a leggere né a scrivere se non con molto sforzo.

In quanto ai bene temporali ho già stabilito, e desidero sia rispettata la mia volontà.

Lascio quindi in scritto i miei ultimi ricordi, che prego aver presenti tutte le Suore del nostro Istituto, specialmente le Superiore e la Maestra delle Novizie.

Voi sapete che vi trovate fuori del mondo, in uno stato religioso. Grazia grande è questa, inestimabile; tanto più voi la dovete apprezzare e custodire, perché senza questo impegno potreste esserne private.

Voi siete state chiamate all’Istituto della S. Famiglia; non solamente a uno stato religioso, ma al sevizio dei tre SS. Personaggi Gesù Maria e Giuseppe: guai a voi se non lo tenete in quella considerazione che è necessaria; ne potreste essere private, e allora chi può dire in quale abisso voi cadreste?

Siete in un Istituto in cui la carità deve esser virtù principalissima: carità fra di voi e carità per il prossimo. Io fondai l’Istituto, perché appunto vi fossero delle Suore che avessero servito gli infermi, i vecchi, le persone più abbandonate. Badate che non vi può essere virtù vera, se non c’è questo amore portato fino al sacrificio verso del prossimo.

Vi dovete gloriare che tra le opere dell’Istituto vi è specialmente quella di educar i bambini e le bambine negli Asili d’Infanzia; quella di provveder coll’assistenza, coll’istruzione alle fanciulle Cieche, Sordomute e Orfane, porzione eletta del mio cuore.

Figliuole dilettissime in Gesù Cristo, il termine di mia vita è tra brevissimo tempo. Desidero che dopo la mia morte mi accogliate voi nella tomba dell’Istituto, onde, come siamo uniti in vita, lo siamo anche dopo la morte. Mi perdonino i miei RR. Colleghi del Capitolo Metropolitano, se prendo questa risoluzione. Sarei onoratissimo di rimaner nella tomba dei RR. Canonici della Cattedrale, ma essi comprenderanno bene che, essendo stato in vita per tanti anni nell’Istituto Nazzareno, è giusto che la mia salma rimanga tra le mie Suore.

E ora siamo all’atto finale di questo mi scritto, con la benedizione, cioè, che io impartisco a tutte le Suore della S. Famiglia, qui alla Casa Madre, a quelle di tutte la Case dl nostro Istituto, a quelle che verranno appresso, ora e fino a che il Signore vorrà tenere l’Istituto in vita. Benedico tutte le figliuole che sono qui raccolte per profittare dell’educazione e quelle che verranno.

Non credo necessario di raccomandare a voi la mia povera persona, perché sono certo che no mi dimenticherete innanzi a Dio, come io vi avrò presenti dinanzi a Lui; affinché tutti arriviamo al possesso dell’eterna felicità e rimaniamo uniti per tutti i secoli nell’onorare la SS. Trinità e i tre Santi Personaggi Gesù Maria e Giuseppe e tutti i Santi che ci hanno protetto in vita fino al punto estremo della morte.

Questo è l’ultimo mio testamento.

                Spoleto, 19 dicembre 1931

                                                                                              Sac. PIETRO BONILLI

P.S. – Contrariamente a quanto ho scritto nel mio testamento spirituale, desidereri che dopo la mia morte il mio corpo, sé è possiblie, venisse seppellito nella Cappella del mi caro Istituto.

                Spoleto, 3 aprile 1933.

                                                                                              Sac. PIETRO BONILLI

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